Un tempo le batterie avevano i tappi e attraverso i fori si poteva controllare il livello dell’elettrolita. I più smanettoni con il densimetro verificavano lo stato di carica e salute di ogni cella. Era possibile aggiungere acqua distillata per ripristinare il livello appena al di sopra degli elementi e verificare durante la ricarica che il liquido non “bollisse” indice di elettrolisi e eccessiva carica. Piccolo appunto: Se avete batterie con tappi gialli che si svitano singolarmente, potete aggiungere acqua distillata in caso di bisogno, se invece di tappi singoli avete una fascia singola con i tappi incollati, quella non è ricaricabile con acqua distillata, ma siete di fronte ad una batteria usa e getta (quelle chiamate “sigillate”), al massimo si può fare la prova ad aggiungere un po di acido per batterie da un elettrauto e vedere se il miracolo avviene, ma tante volte l’impresa non vale la spesa.
Oggi le batterie sono sigillate, senza manutenzione e con il densimetro integrato (la spia che può essere verde, rossa o nera a seconda dello stato). In alcuni casi si usano batterie con l’elettrolita in gel che hanno il vantaggio di poter essere montate in qualunque posizione e se un urto rompe il contenitore non perdono acido ma che hanno solo il difetto di non sopportare la sovraccarica, che possono addirittura uccidere la batteria. Ci sono anche quelle ad acido assorbito , ovvero un ‘acido impregnato in spugne in fibra di vetro.
Oggi stanno nascendo le batterie al litio, che hanno il vantaggio del piccolo peso: a parità di corrente di spunto per l’avviamento pesano un terzo . Purtroppo costano molto, sulla centinaia di euro e offrono un buono spunto ma pochi ampere. Inoltre non possono essere lasciata scaricche a lungo, pena la morte 🙂 Queste batterie sono inquadrate più che altro nel settore delle competizioni e nel settore del volo, si capisce il perchè.
Con il caldo di questi giorini, si vedono in giro auto,camion e altri mezzi fermi a bordo strada, affiancati da altri mezzi con i “cavi”. Purtroppo le batterie soffrono l’eccessivo freddo, ma anche l’eccessivo caldo, infatti le batterie con acqua distillata subiscono un fenomeno termico, noi diciamo che “bollono”. E’ una notizia di pochi giorni fa che si sta provando un liquido alternativo all’acqua distillata capace di assorbire 1/3 in meno del calode dell’acqua e che quindi manterrebbe lo stato della batteria più a lungo.
La cosa saggia da fare è, qualunque sia la batteria, acquistare un mantenitore con microprocessore, ovvero, un aggeggio infernale da poche decine di euro che mantiene la batteria in ottimo stato, evitando che si producano strati di solfatazione al suo interno ,sollecitandola e ricaricandola se necessario con impulsi variabili e delicati.
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